Nella nostra zona sono sempre più diffusi i casi di disfunzioni tiroidee che spesso portano ad aumenti ponderali anche di 7-8 Kg nell’arco di un anno.
Ciascuno di noi ormai può contare su un certo numero di amici e conoscenti che assumono la fatidica pastiglia e anch’io, tra i mei pazienti, ho diversi casi.

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Nella nostra zona sono sempre più diffusi i casi di disfunzioni tiroidee che spesso portano ad aumenti ponderali anche di 7-8 Kg nell’arco di un anno.
Ciascuno di noi ormai può contare su un certo numero di amici e conoscenti che assumono la fatidica pastiglia e anch’io, tra i mei pazienti, ho diversi casi.
La tiroide funziona un po’ come un termostato interno regolando i livelli di spreco o risparmio energetico a parità di introito calorico. Più semplicemente se produco tanto ormone tiroideo molta dell’energia assunta con il cibo andrà sprecata sottoforma di calore. Se ne produco poco, al contrario sprecherò pochissimo come calore e tenderò ad accumulare quello che assumo tendendo a ingrassare.
Il primo segno di una tiroide pigra è un leggero innalzamento del TSH, ma se gli ormoni tiroidei sono nel range, significa che non vi è nulla di grave, solo un leggero ipotiroidismo subclinico che non giustifica una terapia sostitutiva ormonale.
Dal punto di vista alimentare non esiste una vera e propria dieta per questi soggetti, ma alcune regole alimentari possono aiutare nel trattamento della patologia. Alimenti sfavorevoli sono tutte le brassicacee, come cavoli, broccoli, ravanelli, cavolini di Bruxelles, che contengono tiocianati e composti sulfidrilici che ostacolano l’attività della tiroide impedendo che lo iodio si leghi alla tireoglobulina.
Anche alcuni tipi di flavonoidi come la genisteina sono degli inibitori della tiroide e, per questo, le persone affette da ipotiroidismo dovrebbero limitare il consumo di soia e derivati. Ciò che va evitato è un consumo eccessivo di questi alimenti, per cui cenare una sera a settimana con una pasta ai broccoli e un pezzo di tofu non rallenterà certo la nostra ghiandola. Effetti negativi si potrebbero avere in un vegetariano che sostituisce le proteine con la soia consumando giornalmente latte di soia, tofu, germogli, salsa di soia e pane di soia.
Ma quali sono gli alimenti che invece sono in grado di stimolare la funzionalità tiroidea e che quindi andrebbero consumati con maggior frequenza? Tra gli alimenti consigliati vi sono quelli ricchi in iodio, come pesce e alghe, e in selenio, come noci del Brasile e lievito in scaglie. Anche lo zinco sembra essere utile per bilanciare gli ormoni tiroidei e, qualora fosse necessario, per ridurre il livello degli autoanticorpi (sindrome di Hashimoto), quindi via libera ai cibi che ne sono ricchi, come uova, funghi, cacao, semi di zucca, sesamo e girasole.
Infine molti studi evidenziano come l’olio di cocco possa aiutare a sopprimere l’infiammazione della ghiandola tiroidea e a riparare i tessuti, aiutando tra l’altro nella perdita di peso. Infatti pare che gli acidi grassi a catena media entrino più facilmente nei mitocondri. Da qui, i grassi vengono convertiti in energia con conseguente spinta al nostro metabolismo.
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